nel lavoro, è ambizioso e competitivo, è impaziente e si
annoia facilmente, è ostile ed irritabile, è ansioso ed impulsivo, ha uno stile di espressione a volte arrogante ed un linguaggio
rapido e incalzante, ricerca il successo e la valorizzazione sociale, è sempre teso, impegnato senza tregua verso il raggiungimento di
obiettivi. Nel 1981 il “Comportamento di Tipo A” è stato riconosciuto ufficialmente come fattore di rischio nei confronti delle malattie coronariche, riconoscimento di portata storica per la psicosomatica, che venne condiviso anche dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.
Vent'anni di studi ulteriori, tra il 1970 e il 1990, hanno chiarito che sensibile alle reazioni emozionali non è solo il sistema nervoso vegetativo ma anche, e notevolmente, il sistema endocrino, inaugurando il filone di ricerca della psiconeuroendocrinologia.
Mentre, a partire dagli anni '80, anche il sistema apparentemente più lontano, il sistema immunitario, risultò avere connessioni con il sistema nervoso e molto sensibile allo stress.
Vengono così gettate le basi della neuroimmunomodulazione e nasce la psiconeuroendocrinoimmunologia. |
| Com'è noto, animali stressati - ad esempio ripetutamente spaventati - producono meno anticorpi e spesso si ammalano con più facilità rispetto ad animali di controllo non stressati.
Lo stress può indurre aumentata mortalità in seguito all'esposizione ad agenti infettivi. Persone in lutto per la morte di un proprio caro possono risultare immunodepresse.
Sifneos, negli anni Sessanta, parlò di “alessitimia”, letteralmente “emozione senza lessico”; secondo questo autore le persone affette da disturbi psicosomatici avrebbero incapacità ad esprimere verbalmente le loro emozioni, la loro attenzione sarebbe interamente centrata sugli oggetti concreti e sulla realtà esterna tanto da essere “sbilanciate” anche sotto l’aspetto neuropsicologico, nel senso che predominerebbe, in queste persone, la neocorteccia a danno del sistema limbico, mancando ogni integrazione tra componenti intellettive ed emozionali.
In Italia, il compianto Ferruccio Antonelli nel 1981 iniziò a parlare di “brositimia”, letteralmente “sentimento ingoiato”.
Secondo questo autore, le persone affette da disturbi di natura psicosomatica, presenterebbero difficoltà nel reagire alle avversità della vita, tanto che questo loro stile di vita risultò essere il principale responsabile delle loro sofferenze, la più chiara espressione della somatizzazione dell’ansia.
“Mandare giù”, d’altra parte, ricorda il comportamento dello struzzo: non risolve i problemi ma li dirotta all’interno lasciandoli irrisolti.
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