| Nel 2000, a Lisbona, il Consiglio Europeo fissò, per i Paesi comunitari, il traguardo di un' economia competitiva, dinamica e sostenibile, fondata sulla conoscenza, sulla qualificazione professionale e su una maggiore coesione sociale. Al Consiglio Europeo di Stoccolma, nel 2001, venne poi approvata la relazione sugli OBIETTIVI STRATEGICI PER L’ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE che sono i seguenti: |
| 1. Migliorare la qualità e l’efficacia dei sistemi di istruzione e di formazione dell’Unione Europea |
| 2. Agevolare l’accesso di tutti ai sistemi di istruzione e formazione |
| 3. Aprire i sistemi di istruzione e formazione al resto del mondo. |
| Nel 2002, a partire dai tre obiettivi strategici per l’istruzione e la formazione, il Consiglio Europeo di Barcellona, ha elaborato un piano di lavoro dettagliato, con 13 OBIETTIVI CONCRETI1 : |
| Migliorare la qualità e l'efficacia dei sistemi di istruzione |
| 1. Migliorare l'istruzione e la formazione per insegnanti e formatori |
| 2. Sviluppare le competenze per la società della conoscenza |
| 3. Garantire l'accesso alle TIC per tutti |
| 4. Attrarre più studenti agli studi scientifici e tecnici |
| 5. Sfruttare al meglio le risorse |
| Agevolare l'accesso di tutti ai sistemi di istruzione e formazione |
| 6. Realizzare un ambiente aperto per l'apprendimento |
| 7. Rendere l'apprendimento più attraente |
| 8. Sostenere la cittadinanza attiva, le pari opportunità e la coesione sociale |
| Aprire i sistemi di istruzione e formazione al resto del mondo |
| 9. Rafforzare i legami con il mondo del lavoro e della ricerca e con la società in generale |
| 10. Sviluppare lo spirito imprenditoriale |
| 11. Migliorare l'apprendimento delle lingue straniere |
| 12. Aumentare la mobilità e gli scambi |
| 13. Rafforzare la cooperazione europea |
| Nel 2003, per misurare i progressi compiuti ai fini dell’attuazione dei 13 obiettivi concreti , nelle conclusioni del Consiglio Istruzione, vengono adottati 5 benchmark o parametri di riferimento : |
| • Abbandoni scolastici: Entro il 2010, nell'UE si dovrebbe pervenire ad una percentuale media non superiore al 10% di abbandoni scolastici prematuri |
1 Gli obiettivi sottolineati sono quelli che vedono impegnata la UPTEL |
Gli obiettivi di Lisbona
per il 2010 e il ruolo delle Università Popolari
|
| di Lucrezia De Paola |
| Nel Consiglio Europeo del 2005 viene approvato il rilancio della Strategia di Lisbona puntando principalmente su: |
| • Conoscenza |
| • Innovazione |
| • Capitale umano |
| • Apprendimento lungo tutto l’arco della vita |
| Viene anche sollecitato un adattamento dei sistemi di Istruzione e formazione mediante: |
| • Aumento e garanzia di attrattività, apertura ed elevata qualità; |
| • Miglioramento della definizione e della trasparenza delle qualifiche, loro reale riconoscimento e convalida della formazione non formale e informale. |
| In merito al grado di raggiungimento degli obiettivi suddetti e relativamente alla situazione italiana è apparso chiaro, dai rapporti pubblicati dall’ISTAT, che senza le Università Popolari e il privato sociale, l’Italia sarebbe all’ultimo posto in Europa per numero di partecipanti alla formazione2. |
| I due rapporti pubblicati dall‘ISTAT( Partecipazione degli adulti ad attività formative, anno 2006, e 100 Statistiche per il Paese, anno 2008) evidenziano che il sistema formativo pubblico vede un calo di partecipazione. I dati dell’Istat sono eloquenti. Solo il 41,7% delle persone dai 18 anni e più ha partecipato ad attività di formazione e il 51% di questi lo ha fatto solo con l’autoformazione, senza accedere, cioè, a regolari percorsi di studio. Il motivo per il quale le persone hanno seguito corsi di formazione è in larga parte quello personale (il 55,7%) mentre solo la minoranza lo ha fatto per lavoro (38,9%). La partecipazione a tali corsi è omogenea in tutto il territorio nazionale.Le Università popolari, i privati cittadini e altri istituti privati (che solo secondariamente fanno formazione permanente) raccolgono insieme il 21,3% dei partecipanti. Queste persone pagano di tasca propria la formazione, al pari di tutti coloro che scelgono l’autoformazione; ciò consente allo Stato spendere, per l’istruzione, meno rispetto agli standard europei. Le Università popolari, presenti sotto varia forma in tutte le città italiane, accolgono partecipanti di tutte le generazioni e di tutte le categorie sociali. Le Università popolari dell’ Unieda3 , tra le quali la UPTEL di Latina, svolgono da tempo un ruolo di vera e propria supplenza alla mancanza di iniziative concrete per contrastare la dispersione scolastica e l’insuccesso formativo, avvicinando alcune centinaia di migliaia di persone in tutt’Italia. |
3 Unione Italiana di Educazione degli Adulti |