Gli obiettivi di Lisbona per il 2010 e il ruolo delle Università Popolari
 
di Lucrezia De Paola 
Nel 2000, a Lisbona, il Consiglio Europeo fissò, per i Paesi comunitari, il traguardo di un' economia competitiva, dinamica e sostenibile, fondata sulla conoscenza, sulla qualificazione professionale e su una maggiore coesione sociale. Al Consiglio Europeo di Stoccolma, nel 2001, venne poi approvata la relazione sugli OBIETTIVI STRATEGICI PER L’ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE che sono i seguenti:  
1. Migliorare la qualità e l’efficacia dei sistemi di istruzione e di formazione dell’Unione Europea  
2. Agevolare l’accesso di tutti ai sistemi di istruzione e formazione  
3. Aprire i sistemi di istruzione e formazione al resto del mondo.  
Nel 2002, a partire dai tre obiettivi strategici per l’istruzione e la formazione, il Consiglio Europeo di Barcellona, ha elaborato un piano di lavoro dettagliato, con 13 OBIETTIVI CONCRETI1 :  
Migliorare la qualità e l'efficacia dei sistemi di istruzione  
1. Migliorare l'istruzione e la formazione per insegnanti e formatori  
2. Sviluppare le competenze per la società della conoscenza  
3. Garantire l'accesso alle TIC per tutti  
4. Attrarre più studenti agli studi scientifici e tecnici  
5. Sfruttare al meglio le risorse 
Agevolare l'accesso di tutti ai sistemi di istruzione e formazione  
6. Realizzare un ambiente aperto per l'apprendimento  
7. Rendere l'apprendimento più attraente  
8. Sostenere la cittadinanza attiva, le pari opportunità e la coesione sociale  
Aprire i sistemi di istruzione e formazione al resto del mondo  
9. Rafforzare i legami con il mondo del lavoro e della ricerca e con la società in generale  
10. Sviluppare lo spirito imprenditoriale  
11. Migliorare l'apprendimento delle lingue straniere  
12. Aumentare la mobilità e gli scambi  
13. Rafforzare la cooperazione europea 
Nel 2003, per misurare i progressi compiuti ai fini dell’attuazione dei 13 obiettivi concreti , nelle conclusioni del Consiglio Istruzione, vengono adottati 5 benchmark o parametri di riferimento :  
Abbandoni scolastici: Entro il 2010, nell'UE si dovrebbe pervenire ad una percentuale media non superiore al 10% di abbandoni scolastici prematuri 

1 Gli obiettivi sottolineati sono quelli che vedono impegnata la UPTEL 
Matematica, scienze e tecnologie: Il totale dei laureati in matematica, scienze e tecnologie nell'Unione europea dovrebbe aumentare almeno del 15% entro il 2010 e al contempo dovrebbe diminuire lo squilibrio tra i sessi  
Completamento del ciclo di istruzione secondaria superiore: Entro il 2010, almeno l'85% della popolazione ventiduenne dell'Unione europea dovrebbe avere completato un ciclo di istruzione secondaria superiore  
Competenze di base: Entro il 2010, la percentuale dei quindicenni con scarse capacità di lettura dovrebbe diminuire nell'Unione europea almeno del 20% rispetto al 2000 
Apprendimento lungo tutto l’arco della vita: Entro il 2010, il livello medio di partecipazione all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita dovrebbe attestarsi nell'Unione europea almeno al 12,5% della popolazione adulta in età lavorativa (fascia di età compresa tra 25 e 64 anni) 
Nel 2004, nel Rapporto intermedio che illustra i progressi compiuti e i ritardi nel processo di cooperazione, il Consiglio Europeo di Bruxelles individua tre "leve" su cui basare l'azione futura, per rispettare gli obiettivi e i tempi di Lisbona:  
dell’istruzione  
1. Concentrare le riforme e gli investimenti sui punti chiave  
• Mobilitare efficacemente le risorse necessarie:  
------o investimenti pubblici più elevati  
------o maggiori contributi dal settore privato  
• Rafforzare l’ attrattività della professione di insegnante e formatore  
2. Fare dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita una realtà concreta  
• Porre in atto strategie globali, coerenti e concertate  
• Mirare gli sforzi sui gruppi svantaggiati  
• Prendere le mosse dai riferimenti e dai principi europei comuni (competenze chiave, mobilità, competenze non formali ed informali, orientamento, qualità, trasferimento crediti)  
3. Costruire l’Europa dell’istruzione e della formazione  
• Necessità di un quadro europeo delle qualifiche  
• Aumento della mobilità mediante la rimozione degli ostacoli e con la promozione attiva 
• Rafforzamento della dimensione europea  
dell’istruzione  


2 www.unieda.it
 
Nel Consiglio Europeo del 2005 viene approvato il rilancio della Strategia di Lisbona puntando principalmente su:  
• Conoscenza 
• Innovazione 
• Capitale umano 
• Apprendimento lungo tutto l’arco della vita  
Viene anche sollecitato un adattamento dei sistemi di Istruzione e formazione mediante: 
• Aumento e garanzia di attrattività, apertura ed elevata qualità;  
• Miglioramento della definizione e della trasparenza delle qualifiche, loro reale riconoscimento e convalida della formazione non formale e informale.  
In merito al grado di raggiungimento degli obiettivi suddetti e relativamente alla situazione italiana è apparso chiaro, dai rapporti pubblicati dall’ISTAT, che senza le Università Popolari e il privato sociale, l’Italia sarebbe all’ultimo posto in Europa per numero di partecipanti alla formazione2
I due rapporti pubblicati dall‘ISTAT( Partecipazione degli adulti ad attività formative, anno 2006, e 100 Statistiche per il Paese, anno 2008) evidenziano che il sistema formativo pubblico vede un calo di partecipazione. I dati dell’Istat sono eloquenti. Solo il 41,7% delle persone dai 18 anni e più ha partecipato ad attività di formazione e il 51% di questi lo ha fatto solo con l’autoformazione, senza accedere, cioè, a regolari percorsi di studio. Il motivo per il quale le persone hanno seguito corsi di formazione è in larga parte quello personale (il 55,7%) mentre solo la minoranza lo ha fatto per lavoro (38,9%). La partecipazione a tali corsi è omogenea in tutto il territorio nazionale.Le Università popolari, i privati cittadini e altri istituti privati (che solo secondariamente fanno formazione permanente) raccolgono insieme il 21,3% dei partecipanti. Queste persone pagano di tasca propria la formazione, al pari di tutti coloro che scelgono l’autoformazione; ciò consente allo Stato spendere, per l’istruzione, meno rispetto agli standard europei. Le Università popolari, presenti sotto varia forma in tutte le città italiane, accolgono partecipanti di tutte le generazioni e di tutte le categorie sociali. Le Università popolari dell’ Unieda3 , tra le quali la UPTEL di Latina, svolgono da tempo un ruolo di vera e propria supplenza alla mancanza di iniziative concrete per contrastare la dispersione scolastica e l’insuccesso formativo, avvicinando alcune centinaia di migliaia di persone in tutt’Italia. 
 

3 Unione Italiana di Educazione degli Adulti