indice 
Prima Pagina 
IN BOCCA AL LUPO, n.1 !  
di Antonio Pracci  
BREVE STORIA DELLE UNIVERSITA’ POPOLARI  
di Marinella Dattaro  
Seconda Pagina 
GLI OBIETTIVI DI LISBONA PER IL 2010 E IL RUOLO DELLE UNIVERSITA' POPOLARI  
di Lucrezia De Paola 
Terza Pagina 
82a ADUNATA NAZIONALE DEGLI ALPINI 
di pirant 
Quarta Pagina 
LA MEDICINA PSICOSOMATICA 
di Alfredo Ferrajoli 
SUPPLEMENTO
A letter to my grandson, nine months old  
di Laura Cangiano 
SONO SOLO CANZONETTE 
Questo amore - Prevert 
OPENSOURCE sul territorio pontino 
a cura di Giuliana Bianco 
 
IN BOCCA AL LUPO, n.1 !  pirant

Talvolta mi chiedo in che rapporto io sia con il tempo in cui vivo: tutto sommato, credo bene. Non è che di temperamento io sia un ottimista, ma è certo che i pessimisti ad oltranza non mi sono simpatici. Un esempio? Quelli che "non ci sono più le mezze stagioni", "non è più come una volta", ormai è tutto ridotto a una pattumiera inquinata e invivibile. Sarà anche vero, ma la vita media si è talmente allungata da rendere problematica una società tanto ricca di anziani. Si vive più a lungo e freneticamente. La tecnica ci urge, mille cose nuove, talvolta ci sentiamo inadeguati. Una ragione in più per prenderci cura di noi sia nel corpo che nello spirito. Mens sana in corpore sano? Ma non abbiamo inventato proprio nulla di nuovo! E allora via, per la mente la UPTEL ce la mette tutta: l’offerta è varia, il successo buono. Anche quest’anno abbiamo raggiunto la trentina tra i corsi di Latina , Pontinia e Sabaudia. Buona accoglienza hanno avuto le nostre conferenze, il teatro, le visite. Apriamo ora un nuovo spazio che dia voce ai nostri soci, un’occasione in più. Ci auguriamo un riscontro positivo che possa essere per tutti un momento di crescita culturale. In bocca al lupo, numero uno. 

 

 
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BREVE STORIA DELLE UNIVERSITA’ POPOLARI Marinella Dattaro

1. Partendo da lontano…
Universitas nel Medioevo significava, fra l’altro, Insieme di persone associate, Corporazione, e fu così che nello Studio di Bologna, per la prima volta, il termine fu applicato alla corporazione degli scolari a partire dalla fine del XII secolo e di lì si diffuse in tutta l’Europa occidentale. Ma a noi interessa parlare delle Università Popolari, quelle libere associazioni di cittadini nate per diffondere cultura fra le persone di ogni età e di qualsiasi livello di scolarizzazione e che non rilasciano titoli con valore giuridico. Fu Nicolai Frederic Grundtvig ( Danimarca 1783-1872 ), pastore luterano, storico ed uomo politico, che nella sua città ideò per la prima volta una Skolen for livet ( Scuola per la vita ) , nel 1844. Alla fine dell’Ottocento queste associazioni che proponevano una sorta di educazione permanente erano già numerose in Svezia e in Inghilterra . Da lì si diffusero nei paesi dell’impero britannico,in Belgio, Francia Austria, Germania, Svizzera, Olanda, Ungheria e persino nella Russia degli Zar, compatibilmente con la censura politica. Lo scopo comune era diffondere l’istruzione tra il popolo per mezzo di conferenze, dibattiti, lezioni, con distribuzione di opuscoli e libri. Tutta l’Europa era attraversata da questo interesse per l’istruzione popolare, come mezzo qualificato di emancipazione per le classi sociali più deboli. Sorsero associazioni di studenti, si mobilitarono uomini di cultura, intellettuali, dirigenti politici e sindacali. In Italia non dimentichiamo le Cattedre ambulanti di Agricoltura, auspicate in un Convegno a Pisa già nel 1839, promosse poi in genere dai Comizi – poi Consorzi – Agrari per “diffondere l’istruzione tecnica fra gli agricoltori, promuovere in ogni ramo il progresso in agricoltura …” ed erano rivolte sia ai proprietari terrieri che alle masse contadine. La prima di esse fu realizzata ad Ascoli Piceno nel 1863, dopo l’Unità d’Italia. Ma è tra il 1900 e il 1901 che nascono le Università Popolari : a Torino attraverso un movimento di intellettuali e associazioni operaie, a Roma, inaugurata dall’allora Ministro dell’Istruzione Nasi, a Venezia, Parma , Trieste Milano e in altre città . Dopo il 1980 si sono diffuse le Università della Terza Età, rivolte a chi ha raggiunto l’età della pensione e la conseguente libertà nell’organizzazione del proprio tempo. 

(continua)