Nel 2005 il Consiglio Europeo
rilancia la Strategia di Lisbona1 puntando principalmente
su conoscenza, innovazione, capitale umano e apprendimento lungo
tutto l’arco della vita (Long Life Learning o
LLL o apprendimento permanente).
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| Nel 2006 , in una raccomandazione del Parlamento e del Consiglio europei, vengono definite le competenze chiave per l'apprendimento permanente. Sono le seguenti: |
| 1) comunicazione nella madrelingua |
| 2) comunicazione nelle lingue straniere |
| 3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia |
| 4) competenza digitale |
| 5) imparare a imparare |
| 6) competenze sociali e civiche |
| 7) spirito di iniziativa e imprenditorialità |
| 8) consapevolezza ed espressione culturale |
| Le competenze sono da considerare tutte egualmente importanti, poiché ciascuna di esse aiuta le persone a vivere in maniera costruttiva nella società della conoscenza. Molte competenze, inoltre, si integrano e si completano tra loro. |
| La raccomandazione sollecita gli stati membri ad offrire, nei sistemi di istruzione e di formazione, a tutti i giovani i mezzi per sviluppare competenze chiave per la vita adulta e per l’accesso al lavoro; agli adulti deve, altresì, essere offerta la possibilità di sviluppare e |
1 Cfr.
articolo mese di aprile “Gli obiettivi di Lisbona per il 2010
e il ruolo delle Università Popolari” |
Le competenze
di cittadinanza e il ruolo delle Università Popolari
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| di Lucrezia De Paola |
pienamente all’integrazione ed allo sviluppo delle otto competenze
chiave raccomandate da Parlamento e Consiglio europei. |
| Intanto in Italia, solo il 41,7% delle persone dai 18 anni in su ha partecipato, nel 2008, ad attività di formazione. La partecipazione ad attività formative ha coinvolto il 50% delle persone fino a 44 anni; la percentuale decresce fino ad arrivare al 14,3% per gli ultrasessantenni. La formazione deriva da corsi di studio, corsi di formazione e attività di autoformazione, in diverse reciproche combinazioni. Per ciò che attiene la formazione non formale, essa viene attestata al termine di corsi organizzati da : datori di lavoro, organizzazioni sindacali, scuole e università statali, Centri Territoriali Permanenti, istituti privati il cui fine non è normalmente la formazione, privati cittadini, università popolari e della terza età, strutture comunali e camere di commercio, centri regionali di formazione professionale3 . |
In tempi di tagli alla spesa pubblica destinata al
sistema della formazione e dell’ istruzione, il riconoscimento istituzionale
al ruolo suppletivo, oltre che integrativo, svolto da tutti i protagonisti
dell’ EDA citati, non dovrebbe ulteriormente tardare a venire. Ma
anche su questo l’Italia è in ritardo. E allora, lo sforzo compiuto
ed il risultato conseguito da tutti coloro che partecipano ed hanno
partecipato alla UPTEL, come docenti o discenti o struttura sociale
ed organizzativa, merita ancor più ampia considerazione.
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3 ( Rapporti pubblicati dall ‘ ISTAT ( Partecipazione degli
adulti ad attività formative, anno 2006, e 100 Statistiche per il
Paese, anno 2008) |